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Einaudi
Trama
«Poi nacque gran discordia fra il signor Ludovico e il signor Roberto di San Severino; poiché, come sempre succede, due grandi non possono sopportarsi. Il campo rimase al signor Ludovico, e l’altro se ne andò al servizio dei Veneziani; ma due suoi figli, messer Galeazzo e il conte di Caiazzo, tornarono al servizio del detto signor Ludovico e dello stato di Milano, alcuni dicono con il consenso del padre e altri no. Comunque sia, il signor Ludovico li prese in grande predilezione e se ne serví, e se ne serve ancora adesso. Bisogna anche dire che il padre loro, il signor Roberto, era degli Sforza, nato da una figlia bastarda; ma in Italia non si fa grande differenza fra un figlio bastardo e uno legittimo. Dico questo perché essi aiutarono assai a condurre la nostra impresa d’Italia».
«A Venezia ricevettero Piero de’ Medici con gran timore, tanto temevano di scontentare il re; intanto stette due giorni fuori della città. Io avrei voluto venirgli in aiuto tanto piú che non avevo avuto nessuna istruzione dal re contro di lui; dissi quindi che credevo che fosse fuggito da Firenze per paura del popolo, e non per volere del re. Cosí entrò a Venezia, e, dopo che ebbe parlato con la Signoria, andai a visitarlo. Quando lo vidi mi parve che non fosse uomo da tornare a galla. Mi raccontò a lungo i casi suoi e gli feci animo quanto potei».


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