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Dettagli
Genere:E-book EPUB
Lingua: Italiano
Editore:
L’Asino d’oro
Pubblicazione: 02/2026
Trama
Genti lontane, attratte dalla trasformazione, presentano tributi, e gli angoli della Terra sono ormai vicini quanto il cielo. (Zhou Boqi)
L’Italia, per quasi due millenni, è stato l’unico paese del continente europeo a intrattenere relazioni dirette o indirette con il vasto impero cinese. Attraverso il continente eurasiatico, governato per secoli dall’impero cinese in Oriente e da quello romano e poi cristiano in Occidente, viaggiarono merci e notizie accendendo fantasia e curiosità reciproche. Assai poco giunsero i cinesi dalle nostre parti e fummo soprattutto noi ad andare a trovarli, comunque loro riuscirono a sapere di noi e noi di loro. InCina, nel Trecento, arrivarono i viaggiatori europei, quasi tutti italiani, così come lo erano i missionari cristiani alla corte mongola. Mentre in Europa Marco Polo faceva sognare l’Occidente, laCinainvece si appassionava solo per un maestoso cavallo nero giunto da Napoli. Furono in seguito i missionari gesuiti, anch’essi italiani, a far conoscere inCinala nascente scienza rinascimentale, poi toccò alla letteratura e alla storia risorgimentale italiana alimentare la passione dei primi riformatori cinesi.
Il volume racconta per la prima volta questa storia dal punto di vista degli studiosi cinesi: siamo noi l’oggetto di interesse e non loro, in una sorta di esotismo al contrario che rivela punti di vista sorprendenti sulle relazioni fra laCina e l’Italia. Un’occasione di lettura che è come se ci facesse guardare la storia del nostro mondo con gli ‘occhiali a mandorla’ degli altri.
L’Italia, per quasi due millenni, è stato l’unico paese del continente europeo a intrattenere relazioni dirette o indirette con il vasto impero cinese. Attraverso il continente eurasiatico, governato per secoli dall’impero cinese in Oriente e da quello romano e poi cristiano in Occidente, viaggiarono merci e notizie accendendo fantasia e curiosità reciproche. Assai poco giunsero i cinesi dalle nostre parti e fummo soprattutto noi ad andare a trovarli, comunque loro riuscirono a sapere di noi e noi di loro. InCina, nel Trecento, arrivarono i viaggiatori europei, quasi tutti italiani, così come lo erano i missionari cristiani alla corte mongola. Mentre in Europa Marco Polo faceva sognare l’Occidente, laCinainvece si appassionava solo per un maestoso cavallo nero giunto da Napoli. Furono in seguito i missionari gesuiti, anch’essi italiani, a far conoscere inCinala nascente scienza rinascimentale, poi toccò alla letteratura e alla storia risorgimentale italiana alimentare la passione dei primi riformatori cinesi.
Il volume racconta per la prima volta questa storia dal punto di vista degli studiosi cinesi: siamo noi l’oggetto di interesse e non loro, in una sorta di esotismo al contrario che rivela punti di vista sorprendenti sulle relazioni fra laCina e l’Italia. Un’occasione di lettura che è come se ci facesse guardare la storia del nostro mondo con gli ‘occhiali a mandorla’ degli altri.


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